AZIONE – ACQUISIZIONE – INNOVAZIONE

Vi proponiamo 3 sostantivi che rappresentano in maniera sintetica il processo di apprendimento dell’essere umano.

Si tratta, ovviamente, di una semplificazione di un concetto ben più ampio e complesso, che va sotto il nome di “learning by doing” o, in termini più prosaici, di apprendimento attraverso l’esperienza.

Concetto trito e ritrito” potrebbe giustamente obiettare qualcuno.  Resta il fatto che tale idea affonda le sue radici nell’evoluzione della nostra specie.

Sì, perché il nostro modo di imparare, scoprire ed evolverci passa proprio attraverso queste fasi, che sono correlate tra loro e costituiscono una sorta di circolo virtuoso dell’apprendimento, a tutti i livelli.

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Proviamo allora a vedere che tipo di correlazione passa tra queste fasi e come queste correlazioni possono essere utili al nostro business.

Provate a pensare a un bambino che sta imparando a camminare. Il processo di acquisizione delle specifiche abilità necessarie alla deambulazione autonoma – skills, diremmo noi persone di business – parte proprio dalla pura e semplice azione. Una continua, irresistibile, faticosa, insidiosa sperimentazione diretta dell’atto del camminare, che rappresenta per ogni infante qualcosa di completamente nuovo.

L’acquisizione di tali abilità non è immediata: passa attraverso sforzi incredibili, cadute, pericoli, tentativi, lividi, emozioni, pianti, frustrazione.

Dove trova il bambino una così forte motivazione di fronte ad un compito così arduo?

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I cuccioli di essere umano sono in realtà programmati per apprendere e per reagire nel modo più efficace agli stimoli esterni come effetto dell’evoluzione della specie. Tutto il processo è alimentato da una continua micro-gratificazione interna (un innato piacere per il movimento) ed esterna (i genitori che lo incoraggiano) per arrivare a una macro-gratificazione che arriva quando riesce a mettere in fila qualche passo senza appoggiarsi e senza cadere.

La cosa più interessante nell’osservare i bambini sta nella loro enorme capacità comunicativa non verbale, prima che inizino a parlare.

Avete mai visto le espressioni facciali e corporee di un bambino mentre cerca di esprimere qualcosa? Avete mai visto la faccia di un bimbo che si è appena reso conto che ha fatto qualche passo da solo in un nuovo mondo?

Le emozioni che riesce ad esprimere sono fortissime, ma su tutte è riconoscibile una grande gioia per un incredibile risultato raggiunto.

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Da questo momento il (suo) mondo, non sarà più lo stesso:

  • i suoi schemi motori cambieranno da quadrupede a bipede;
  • la sua prospettiva sarà completamente diversa: quei pochi centimetri definitivi guadagnati in altezza e la possibilità di spostarsi nello spazio con modalità differenti, gli faranno percepire un nuovo mondo;
  • lo stesso rapporto con i genitori cambierà in maniera inevitabile, anche a seguito di una nuova (bellissima e piena di rischi) autonomia;
  • il suo stesso modo di pensare, grazie ai nuovi stimoli, cambierà radicalmente.

Attraverso un piccolo cambiamento interno, il bambino ha apportato una enorme innovazione al suo mondo. Questa conquista sarà la base dello sviluppo di una mente che potenzialmente potrà cambiare il resto del mondo, estendendo a livello globale questa capacità di innovazione.

Maggiori sono gli stimoli che riceviamo nel corso della nostra vita, maggiori saranno le possibilità di migliorare noi stessi, l’ambiente intorno a noi e creare innovazione per l’intera umanità.

Purtroppo, quando diventiamo adulti, molti di noi perdono questa capacità di “imparare a camminare” in un mondo sempre più complesso. Forse perché si perde quella corporeità necessaria al nostro sviluppo, forse perché smettiamo di essere curiosi di imparare o forse perché non abbiamo più la visione di un obiettivo ambizioso.

Il nostro cervello, tuttavia, rimane potenzialmente sensibile agli stessi stimoli che lo hanno portato al suo pieno sviluppo.

Ricominciare a percorrere nuovamente quel magico circolo virtuoso, diventa allora indispensabile per adattarsi alle richieste del mercato e per creare innovazione.

Da dove cominciare? Dall’azione, senza dubbio. Ma non da un’azione fine a se stessa.

Abbiamo molti strumenti che possono riattivare e rendere più efficace questo processo. Possiamo massimizzare l’acquisizione delle competenze grazie ad una profonda riflessione sull’azione che ci permette di acquisire una maggiore consapevolezza e di prendere migliori decisioni.