Il potere della contaminazione

La diversità come asset strategico

Una delle esperienze più interessanti che ho avuto la fortuna di fare nei miei primi anni come formatore, è stato coordinare un piccolo gruppo di “curiosi” il cui obiettivo era discutere su temi specifici da differenti punti di vista. C’era un po’ di tutto, dal linguista allo psicologo, dallo sportivo al manager.

L’obiettivo dichiarato era elaborare un modello di apprendimento basato sull’esperienza.

Quello che ne è emerso – oltre al modello – è stato un grande arricchimento personale e professionale.

Pensare con la testa degli altri

Nella formazione si parla spesso del concetto di cambiare prospettiva. Avere l’opportunità di allenarsi dal vivo su una competenza del genere è illuminante e divertente.

Rendersi conto di quante cose diamo per scontate quando affrontiamo un problema è un grande esercizio di problem solving, che andrebbe costantemente allenato per non perderne gli effetti. All’interno di un’organizzazione, potrebbe addirittura garantire un vantaggio competitivo per diversi settori aziendali.

Sorvolando sui più ovvi “ricerca e sviluppo” o “creatività”, immaginate quanto può essere importante questa flessibilità mentale per chi lavora ad esempio nella cyber security con l’obiettivo di favorire l’adozione di processi digitali più sicuri. Sintonizzarsi con i processi mentali di chi lavora nella vendita o in amministrazione permetterebbe al cyber security manager di usare le parole giuste per far capire l’importanza delle pratiche di sicurezza digitale e al tempo stesso di adattarle alle esigenze specifiche del dipartimento.

Oppure, in una delle infinite diatribe tra il marketing e il sales, avere la capacità di invertire i ruoli, potrebbe dare risultati in termini di performance e di gestione del conflitto.

Vediamo qualche suggerimento pratico.

Allenarsi alla diversità

Se dovessi dare dei consigli per stimolare l’acquisizione di questo tipo di competenze, per prima cosa dividerei il problema su tre livelli: persone, idee e attività.

Persone

Il livello delle persone implica il cercare e ritenere all’interno della propria organizzazione quelle specifiche persone che favoriscano l’adozione di differenti approcci e che abbiano competenze, background e idee diverse, attraverso due principali meccanismi:

  1. Selezione all’ingresso
    Mappare le competenze e inserirne di complementari all’interno dell’organizzazione può essere una strada interessante, soprattutto se unita all’ingresso in azienda di figure “multi-potenziali”, persone cioè non iper-specializzate in uno specifico settore, ma con una grande capacità di “unire i punti” oppure con una formazione trasversale.
  2. Mantenimento dei talenti
    Attraverso una politica premiante per le persone che esprimono al meglio le caratteristiche di multi-potenzialità; un multi-potenziale all’interno di un’azienda che lavora a compartimenti stagni si troverà sempre a disagio, a meno che questa competenza non sia attivamente promossa e premiata dall’azienda.

Idee

Per quanto riguarda il livello delle idee, ci sono una serie di pratiche che possono favorire lo sviluppo e l’emersione di idee alternative prima che intervengano i paladini del ”così non si può fare”:

  1. L’angelo protettore
    L’angelo protettore è una figura che ognuno di noi potrebbe interpretare, in modo più o meno istituzionalizzato, quando qualcuno lancia una nuova idea: invece di evidenziare le criticità di una nuova idea, il gioco consiste nel diventare ognuno di noi, nella fase iniziale, un protettore di quell’idea, a prescindere dalla persona che l’ha generata. Questo permette di allenarsi a vedere sempre, nella fase iniziale, il bicchiere mezzo pieno, e non buttare alle ortiche potenziali opportunità solo perché proposte da qualcun altro.
  2. I sei cappelli per pensare
    Questa è una tecnica molto efficace ideata da Edward De Bono, il padre del pensiero laterale, per gestire una riunione volta allo sviluppo e realizzazione di idee creative.

Attività

Anche in questo caso è possibile intervenire con alcune semplici (e divertenti) pratiche più o meno istituzionali. 

  1. Fai qualcosa di diverso ogni giorno
    Difficile?, Magari all’inizio. Alcune volte basta fare una strada diversa per andare a fare la spesa, oppure, prendere lezioni di padel (se non l’avete mai fatto), oppure imparare uno strumento; tutti strumenti utili per abituarci a non abituarci.
  2. Metti il team in situazioni fuori dall’ordinario
    Stessa cosa si può fare con il nostro team: metterlo di fronte a situazioni non convenzionali, soprattutto se all’esterno del luogo di lavoro ordinario, è una soluzione molto efficace che ha diversi vantaggi: permette alle persone di consolidare schemi di collaborazione intra-gruppo in diverse situazioni e di allenare le persone alla soluzione di problemi nuovi con soluzioni creative.

E voi cosa fate per contaminarvi?

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Roberto è il responsabile dei progetti di formazione di People Group. Formatore, appassionato di neuroscienze e Guida Canyon, è sempre alla ricerca di nuovi modi per conoscere e interpretare la realtà che ci circonda. Per comunicare con l’autore: roberto@peoplegroup.it

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