QUANTI LIBRI HAI LETTO?

LETTURA VELOCE E DEEP LEARNING: METODI A CONFRONTO

Credo di poter affermare che tutti noi concordiamo sull’importanza della lettura come forma di apprendimento di nuove competenze. 

Anzi, una tendenza sempre più visibile in campo professionale, che è possibile facilmente osservare su LinkedIn, è dare una misura dei libri che si sono riusciti a leggere quest’anno o l’anno precedente. A volte sembra quasi un’indicatore di efficacia, forse mutuato dalla necessità di trovare delle “metriche”, indispensabili nel mondo digitale per misurare qualsiasi comportamento dell’utente che naviga sulla rete.

Ecco. Questo articolo va un po’ in controtendenza rispetto a questo fenomeno. O meglio, l’idea è capire quale sia la modalità più efficace per ottenere il massimo dal tempo che dedichiamo all’apprendimento.

A questo punto, devo fare una doverosa premessa. Anzi due.

Dato che parliamo della lettura come strumento di apprendimento, va sottolineato il fatto che esiste una notevole soggettività. In altre parole, ognuno di noi apprende in maniera differente. Ci sono naturalmente delle regole di base – argomento del presente articolo – che risentono in ogni caso delle preferenze e abitudini personali. Parlo di abitudini perché la capacità di apprendimento è una competenza allenabile.

La seconda premessa, riguarda il fatto che la lettura è una delle tante forme di apprendimento. L’apprendimento è un fenomeno piuttosto complesso che avviene a diversi livelli e in forme diverse. Senza uscire troppo dall’argomento, ci basti sapere che il nostro cervello apprende principalmente dall’esperienza. Lettura e studio (sotto forma anche di webinar, percorsi di coaching o altro), tuttavia, sono degli ottimi compendi.

La terza premessa – ve ne avevo promesse due, ma questa è un bonus – è che la lettura può essere anche un momento di svago, divertimento ed evasione, ma questo credo che già lo sappiate.

LETTURA VELOCE

Uno degli elementi che caratterizza la vita manageriale e imprenditoriale è la velocità. La velocità di svolgere compiti in maniera rapida, di dare le giuste informazioni al nostro capo o di rispondere al messaggio del cliente, sono elementi essenziali e quotidiani delle nostre attività. La stessa velocità è indispensabile per fare più cose in meno tempo, condizione sempre più richiesta in tutti gli ambiti.

Come si coniuga questa situazione con la necessità di formarci, di acquisire nuove competenze o semplicemente di leggere un report?

La lettura veloce, una metodologia di lettura allenabile e basata su tecniche che permettono di leggere fino a circa 1000 parole al minuto. Se ben impiegata e in certe condizioni di attenzione, permette di mantenere una comprensione del testo elevata. Questo implica, tuttavia, una notevole padronanza delle tecniche menzionate.

Accanto a questa, menzionerei anche la sempre più comune possibilità di ascoltare l’audio di un libro a velocità accelerata. C’è chi ascolta libri fino a 2x (due volte la velocità normale). Questo significa leggere un libro nella metà del tempo, magari mentre si stanno stendendo i panni oppure mentre sono in auto per andare al lavoro.

Sembra la soluzione perfetta per tutti i nostri problemi di mancanza di tempo.

Funziona?

A mio avviso sì, a patto che si definisca in modo chiaro il contesto.

Dobbiamo essere consapevoli sia dei limiti di ogni metodo, sia dell’obiettivo che vogliamo ottenere.

Immaginate di  fare una passeggiata in un bosco nei pressi di un grande lago in una zona di media montagna. Mentre camminate, la vostra attenzione è rivolta agli odori, alla forma di particolari alberi, ai rumori della natura intorno a voi, fino a quando sbucate in una radura di fronte al lago. Lo sguardo si amplia e la vostra attenzione si sposta ora dai particolari del bosco al panorama dello specchio d’acqua incorniciato da una fitta vegetazione in lontananza.

Ora immaginate di fare lo stesso percorso di corsa, mentre fate la vostra sessione di allenamento. Cosa è cambiato? Sareste in grado di raccogliere tutti i dettagli che avevate raccolto durante la passeggiata? 

E se ora decideste di raggiungere il lago in macchina, attraverso una strada sterrata che attraversa il bosco? Di sicuro sareste più veloci e potreste raccogliere una quantità di informazioni molto maggiore sull’area, a scapito inevitabilmente di molti dettagli.

Però, c’è un metodo ancora più veloce. Se prendete un piccolo aereo, sarete ancora più veloci, potrete raccogliere molte informazioni sull’area – più di quelle raccolte con il giro in auto – con l’aggiunta anche di quelle che derivano da una prospettiva verticale. Guardare le cose dall’alto aggiunge profondità alla vostra mappa mentale dell’area. In questo caso, tuttavia, il livello di dettaglio sarebbe minimo: odori, piccoli fili d’erba, rumori degli animali, colore delle foglie, specie di funghi e piante e molto altro sono tutte cose di cui non vi rendereste conto.

Forse, la domanda da farsi non è quale modalità sia la migliore, ma piuttosto qual è il mio obiettivo.

Cosa voglio ottenere dall’attraversare il bosco? Piacere, allenamento, spostamento, o mappa generale dell’area?

DEEP READING

All’estremo opposto della lettura veloce c’è il “deep reading“, metodologia conosciuta anche come “slow reading”.

In sintesi, consiste in una lettura ad alta concentrazione, durante la quale i nostri processi attentivi sono focalizzati sul processo di lettura, che spesso si interrompe per dare spazio a inferenze, pensieri e approfondimenti che permettono di entrare sull’argomento e di visualizzarne tutti gli aspetti. Spesso, il deep reading si avvale della nostra immaginazione che simula o trova metafore efficaci per capire meglio il concetto, per renderlo più accessibili alla memoria oppure semplicemente per visualizzare quello che stiamo leggendo come se fossimo in una sorta di realtà virtuale.

La lettura profonda impone di fermarsi nel caso in cui si incontri una parola o una frase di cui non siamo sicuri del significato esatto. L’approfondimento ci può portare a un’attività di ricerca sulla rete, su altri libri o sul dizionario per fissare il nuovo concetto.

Un altro interessante caratteristica di questa metodologia prevede la possibilità di prendere appunti, magari sotto forma di schemi e mappe mentali. Il solo fatto di prendere appunti, aumenta di molto concentrazione e livello di apprendimento.

QUALE STRATEGIA

Come per molte altre attività, soprattutto quelle che hanno a che fare con l’apprendimento e la vita professionale, non esiste una risposta univoca.

La nostra grande abilità sta nello scegliere quello che funziona meglio per noi in un dato momento, rispetto al risultato che vogliamo ottenere.

Se può esservi utile, vi racconto quello che funziona per me e che utilizzo come guida per capire quale metodo applicare.

  1. Lettura veloce, audio velocizzati: li utilizzo spesso per leggere articoli sui social, report, lettura messaggi o farmi un’idea su argomenti specifici.
    Anzi, più che lettura veloce in senso stretto utilizzo il cosiddetto skimming, una sorta di lettura a balzi per catturare parole e concetti chiave del testo. Questo permette di avere un’idea abbastanza precisa dell’argomento che si sta leggendo, oppure di trovare abbastanza velocemente porzioni del testo che meritano maggiore approfondimento o attenzione.
  2. Deep reading: è il metodo che utilizzo più di frequente quando studio o leggo manuali e libri inerenti la mia professione. A volte, alcuni degli articoli che affollano questo blog sono frutto proprio delle interruzioni della lettura di un testo e dei relativi approfondimenti che ritengo utili per approfondire e fissare tutti gli elementi dell’argomento.

In tempi non sospetti, prima dell’esplosione dei social e di un utilizzo massivo della rete, mi capitò di imbattermi in un testo di un professore di Harvard che introduceva il concetto del “deficit di profondità“. Gli autori – Gerald e Lindsay Zaltman – descrivevano questo processo come una incapacità dei manager di fare riflessioni approfondite in merito a informazioni complesse, a causa del poco tempo a disposizione e dei ritmi di lavoro. Il più delle volte, questo porta a decisioni inappropriate o disastrose nell’attività tipica del professionista, con grave danno per il manager e per l’organizzazione. La velocità che in un primo tempo sembra accorciare i tempi, ci impedisce di raccogliere tutte le informazioni necessarie ad una decisione più funzionale e corretta.

Da quel momento, forse per paura di cadere nel tranello del deficit di profondità, alcuni dei libri che ritengo fondamentali per la mia formazione, raggiungono tempi di lettura imbarazzanti, con una storia di appunti, sottolineature, mappe e immagini mentali degne di Spielberg.

Per concludere, vi lascio con una profonda citazione di un grande regista.

Ho fatto un corso di lettura veloce e ho potuto leggere “Guerra e pace” in venti minuti. Parlava della Russia.

Woody Allen

 

Photo credits: Daria Nepriakhina, Thought Catalog, Daoud Abismail, Tim Gouw, Matt Duncan, Jaredd Craig, Lacie Slezak.

 
Roberto è il responsabile dei progetti di formazione di People Group. Formatore, appassionato di neuroscienze e Guida Canyon, è sempre alla ricerca di nuovi modi per conoscere e interpretare la realtà che ci circonda. Per comunicare con l’autore: roberto@peoplegroup.it