Change Management

La capacità di adattamento è un asset

Chi opera nel mondo della consulenza manageriale o nel coaching non può prescindere dal considerare un tema molto importante: il change management
Leggendo articoli e confrontandoci con colleghi e consulenti, sembra che un’azienda non possa sopravvivere senza una buona capacità di adattamento al mercato e alle nuove sfide. 
Vero. Però va compreso meglio il motivo per cui questo è vero, per lo meno nel lungo termine della vita di un’azienda.

L’uomo, storicamente, si è sempre adattato ai continui cambiamenti dell’ambiente esterno, pieno di opportunità, ma anche di pericoli. Una sostanziale differenza sta nel fatto che, fino all’Ottocento con la sua rivoluzione industriale, questa tensione e attenzione al cambiamento è stata rilevata in forma esplicita solo da filosofi e pensatori che si sono posti domande sull’essenza dell’uomo e della vita.
Per gli altri, la vita scorreva abbastanza tranquilla. Chi sperimentava un cambiamento importante nel corso di una generazione era un fortunato testimone di un evento raro.
Questo tasso di cambiamento, piuttosto lento e costante, dava l’impressione che il mondo fosse a qualcosa di statico, con elementi certi e immutabili nel tempo (la religione, il mondo intorno a noi, l’autorità, la struttura sociale, ecc.).

Dopo la rivoluzione industriale, con il suo impatto sul cambiamento delle strutture sociali e sullo sviluppo dell’umanesimo moderno, ci si è resi conto che le continue nuove scoperte e il progresso scientifico e tecnologico potevano cambiare radicalmente l’ambiente in cui ognuno di noi cresceva e viveva. 

Solo per avere un’idea: chi è nato poco dopo la metà del secolo scorso, ricorderà senz’altro le file davanti alle cabine telefoniche, i dischi in vinile, le musicassette, la ricerca di un numero di telefono sugli elenchi, il monoscopio della RAI, l’enciclopedia, tuttocittà, la fila alla posta per pagare le bollette, l’attesa dello sviluppo del rullino fotografico. Piccoli grandi cambiamenti che rendono bene l’idea di come sia cambiata la nostra vita.

Tuttavia, oggi il mondo sta attraversando un cambiamento ancora più radicale e definitivo.

Già nel 1965 Gordon Moore, fondatore della Intel, rispose a una semplice domanda riguardo il futuro delle nuove tecnologie dei circuiti integrati (quegli elementi che hanno permesso lo sviluppo dei computer). La sua risposta diventò quella che è conosciuta come la “Legge di Moore”, nata dalla constatazione sul campo che lo sviluppo dei microcircuiti è esponenziale, aumenta cioè in modo rapidissimo. Mentre la capacità di calcolo raddoppia ogni 18 mesi, la dimensione dei circuiti diminuisce. Ciò ci permette oggi di tenere in mano dispositivi con una capacità di calcolo che fino a qualche anno fa aveva bisogno di una quantità di transistor che occupavano intere stanze!

A cinquant’anni anni dalla sua enunciazione, le attuali previsioni sugli sviluppi ci fanno capire che persino la legge di Moore è inadeguata a descrivere la velocità di sviluppo e cambiamento degli elementi tecnologici e della loro integrazione con la vita di ogni giorno. Se l’interrogativo attuale riguarda cosa ci riserverà il futuro, è persino difficile immaginare l’impatto che l’attuale sviluppo tecnologico potrà avere non solo sulla nostra vita, ma sull’essenza stessa dell’essere umano così come lo conosciamo.

Operare in un mercato così veloce  come mai prima d’ora era stato nella storia dell’essere umano, presume la necessità di saper gestire in tempi rapidissimo cambiamenti repentini e inaspettati. Tale situazione implica un livello di adattamento più che esponenziale e un’elevata capacità di gestione dello stress. Un’ulteriore difficoltà consiste nel fatto che i tempi fisiologici del cambiamento organizzativo sono nettamente superiori a quelli del mercato. Solo le organizzazioni con efficaci programmi di allenamento per stimolare queste competenze nei propri manager avranno possibilità di sopravvivenza nel medio termine.

Con quali strumenti? 
Formazione, coaching, programmi di gestione dello stress, programmi di allenamento per manager, team building?
Tutti possono garantire un beneficio a patto che siano ben progettati o, meglio ancora, integrati.
Anzi, si possono utilizzare strumenti tecnologici applicati all’apprendimento e alla formazione, che consentono di massimizzare la crescita delle persone e di ottenere risultati misurabili

Il mondo è diventato molto più piccolo di quello cui siamo stati abituati. La competizione con aziende (una volta) lontanissime, che cercano e assumono talenti nel nostro paese e che investono cifre incredibili nella formazione delle persone, è iniziata già da tempo. Dobbiamo farci oggi le domande giuste, altrimenti domani avremo le risposte sbagliate. 

 

Roberto è il responsabile dei progetti di formazione di People Group. Formatore, appassionato di neuroscienze e Guida Canyon, è sempre alla ricerca di nuovi modi per conoscere e interpretare la realtà che ci circonda. Per comunicare con l’autore: roberto@peoplegroup.it

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